Gaya Cartanese

Fra una settimana saranno due mesi...

Fra una settimana saranno due mesi che ho iniziato la mia nuova vita nei Paesi Bassi. È passato tutto molto, troppo, velocemente; mi sembra ieri che ho salutato la mia famiglia e sono salita sull’aereo con i miei compagni di viaggio e abbiamo parlato di quanta ansia avessimo nell’incontrare le nostre host families. L’incontro all’aeroporto è stato molto emozionante, al contrario di quello che pensavamo appena mi hanno visto i miei genitori sono corsi ad abbracciarmi. Ho avuto circa due settimane per ambientarmi prima di iniziare scuola; la famiglia mi ha portata in giro, fatto visitare e assaggiare il più possibile. Dopo solo quattro giorni in famiglia ho avuto il campo YFU con tutti gli altri Exchange ed è stata un’esperienza fantastica, entrare in contatto con cosi tante lingue e culture diverse insieme mi ha fatto ricordare perché ho deciso di partire e vivere un anno lontano da casa. Fra lezioni di olandese, regole, giochi e feste in solo quattro giorni ho fatto amicizie che credo e spero rimarranno per molto tempo. 

In queste quasi 8 settimane ho visitato 8 città con la mia famiglia o con i miei amici; ho fatto tantissime cose in poco tempo e a cui non avrei neanche pensato un anno fa fra cui andare in Belgio solo per un pranzo o per fare delle foto. 

Mi sento veramente a casa qui, anche se ovviamente ci sono stati dei momenti in cui ho sentito una mancanza della mia vita “normale” e in cui ho pianto, ma ho avuto vicino la mia host mum che è sempre pronta a stritolarmi di abbracci e farmi sorride anche per questo abbiamo già un rapporto, per me, bellissimo; con lei posso parlare di tutto come con un’amica e essendo l’unica ragazza in famiglia oltre a lei facciamo squadra ‘contro’ i tre maschi di casa. 

Il clima è qualcosa a cui devo ancora abituarmi, perché un momento può esserci il sole e il secondo può cominciare a diluviare, inoltre qui usano la bicicletta per andare ovunque e i ragazzi non si preoccupano di coprirsi dalla pioggia; per fortuna mi è capitato solo una volta per ora di dover pedalare sotto ad una tempesta e anche se non molto piacevole è un’esperienza che mi porterò sempre dietro. Anche il fatto delle bici è dura da mandare giù, per una persona come me abituata ad una città come Roma nella quale mi muovevo in auto, autobus e metro è un bel colpo sentirsi dire che ogni giorno ragazzi pedalano dieci, quindici o anche venti chilometri per andare a scuola e poi indietro, e che per loro non è neanche troppo. 

I mezzi pubblici sono molto efficienti e abbiamo la libertà di prendere un treno e poter andare dall’altra parte del paese in quattro ore, ci sono piste ciclabili dappertutto quindi è molto facile muoversi da soli in poco tempo.

La lingua è difficile, non mentirò dicendo che è una passeggiata o qualcosa del genere; è dura stare a scuola e cercare di seguire le lezione senza capire nulla, è frustrante quando qualcuno ti parla e tu non sai cosa sta dicendo e come rispondere; ma questo è solo un piccolo ostacolo che può essere superato facilmente in poco tempo, se ci si impegna. A quasi due mesi qui già riesco a capire una grande percentuale di quello che la gente mi dice e riesco a comunicare quel che serve.
Si pensa che dall’ Olanda in su le persone siano tutte molto fredde e non amichevoli, ma è un grande pregiudizio che ho potuto sfatare personalmente, è vero sono riservati ma i ragazzi nella mia scuola sono stati da subito molto accoglienti con me aiutandomi traducendo ciò che non capivo durante le lezioni o invitandomi a sedere con loro per il pranzo, mi sono fatta degli amici anche grazie al gruppo scout che frequento; è importante iniziare un attività cosi da poter conoscere persone nuove. 

Ci sono molte differenze con l’Italia, come il sistema scolastico, l’orario dei pasti e il cibo, ma sono cose che ogni giorno imparo ad apprezzare e a farle diventare una mia abitudine. Le persone si salutano con tre baci invece che due; alle feste di famiglia ci si siede tutti in cerchio a chiacchierare e quando qualcuno arriva deve fare il giro salutando e facendo gli auguri a tutti. La decisione di partire è stata la più importate e la più giusta che abbia fatto da 17 anni a questa parte, e la consiglio vivamente a tutti i ragazzi e ragazze che desiderano conoscere una nuova cultura e nuove persone, imparare una lingua diversa dalla propria e scoprire nuove cose di se stessi.
Yfu Italia ci ha fornito una preparazione che mi ha effettivamente insegnato e aiutato ad affrontare questi due mesi. Anche in Olanda c’è sempre qualcuno per aiutarci o semplicemente consigliarci ed è un’organizzazione molto attiva, qui siamo seguiti e abbiamo la possibilità di visitare altri paesi e fare molte attività.